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Papavero da oppio per eroina

Eroina

Categoria di appartenenza: narcotici.

L’eroina è una droga molto potente che deriva dalla morfina. La morfina è il principale alcaloide del papavero da oppio e viene estratta dalla pianta mediante semplici processi di laboratorio, questo significa che si tratta di una sostanza stupefacente semi-sintetica. I suoi effetti a breve e lungo termine sfociano in una fortissima dipendenza che può generarsi anche nel giro di poco tempo.

Cos’è l’eroina

L’eroina è un oppiaceo, cioè un derivato dell’oppio. È ottenuta lavorando chimicamente la morfina, l’alcaloide principale che si ricava dalla pianta del papavero da oppio, nello specifico dall’oppio grezzo. Il succo lattiginoso che lo identifica viene estratto dal Papaver Somniferum in laboratorio.

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Questo stupefacente fu sintetizzato per la prima volta nel 1874 e fu commercializzato come medicinale dalle forti proprietà analgesiche. La sua permanenza nel mercato farmaceutico durò fino al 1924 in USA e fino al 1958 in Europa, anni che segnarono l’inizio della sua vendita illecita sino ai nostri giorni. Quella che oggi viene venduta per strada in maniera illegale è un’eroina che presenta diversi gradi di purezza ed è spesso mescolata con altre sostanze per aumentare i guadagni degli spacciatori; generalmente la più diffusa ha una composizione che oscilla tra il 20% e il 50%.

Origine del nome e altre denominazioni

“Eroina” è un termine che ha origine dalla parola tedesca “heroisch”, che vuol dire “eroico”, “valoroso”, “potente”. Fu coniato per indicare questa sostanza inizialmente usata come analgesico, la cui efficacia superava quella della morfina.

Per identificarla vengono usati diversi nomi, tra cui “junk” e “skag”: in Italia quello più diffuso è sicuramente “roba”, ma anche “gomma” o “catrame nero”; gli altri sono fortemente correlati al grado di purezza che la caratterizza, e quindi variano per esempio da “Brown Sugar” a “China White”. Se associata ad altri stupefacenti può essere chiamata in maniera differente, tipo “speedball” se è unita alla cocaina.

Come si assume

L’eroina ha le sembianze di una polvere molto fine o granulare di colore bianco, rossastro o bruno. Può essere sciolta in acqua e le sue modalità d’assunzione sono tre:

  1. per iniezione endovenosa o intramuscolare
  2. per inalazione diretta, cioè sniffata sotto forma di polvere
  3. fumata, inalando i fumi generati dalla combustione della sostanza (fatta bruciare su una lastra).

Queste due ultime modalità sono scelte per proteggersi dai rischi di infezione che possono insorgere con le iniezioni, ma anche perché alcuni ritengono erroneamente che sviluppino una dipendenza minore dall’eroina.

Effetti dell’eroina

Gli effetti derivanti dall’uso di eroina sono molteplici, diversi in base alla modalità d’assunzione e suddivisibili in effetti a breve e lungo termine.

Poco dopo essere stata assunta l’eroina passa dal sangue al cervello, qui attraversa la barriera ematoencefalica e si trasforma in morfina, provocando un iniziale stato di euforia chiamato in gergo “rush”. La fase successiva vede invece la comparsa di malessere e dolori fisici diffusi in tutto il corpo, fino a sviluppare una grave dipendenza nell’arco di poco tempo. L’eventuale overdose, se non viene curata in maniera tempestiva, può causare la morte.

Effetti immediati

A pochissimi secondi dall’assunzione, chi fa uso di eroina sperimenta una serie di sensazioni piacevoli, la cui intensità varia in base alla dose e alla velocità con cui questa entra in circolo. Il rush dura pochi secondi, ma è la ragione che spinge gli eroinomani a consumare questa droga, diventandone dipendenti.

Durante questo momento esigenze alimentari e sessuali vengono meno e l’individuo vive un allontanamento dalla realtà che lo porta a non avere paura o sensi di colpa. Gli effetti immediati sono, quindi, i seguenti (anche dovuti alle proprietà analgesiche della sostanza):

  • euforia
  • senso di benessere, pace e calore, accompagnato da un totale distacco da stress fisici e psichici
  • ansia, tensione e depressione ridotte.

Effetti a breve termine

Assumere droga mediante iniezione endovenosa permette di raggiungere l’effetto di euforia in maniera più intensa e rapida (dopo circa 7-8 secondi), mentre con l’iniezione intramuscolare questo sopraggiunge più lentamente dopo circa 5-8 minuti. Le tempistiche si dilatano se viene fumata o inalata, in questi casi il picco del rush lo si percepisce dopo 10-15 minuti.

Al rush iniziale segue una fase di semi-vigilanza in cui prevalgono appagamento, rilassatezza e senso di distacco dalle situazioni circostanti, con relativa riduzione della coordinazione, della concentrazione e delle capacità di eloquio.

Gli effetti a breve termine fanno sì che l’eroina funga da sedativo sul sistema nervoso centrale, causando un annebbiamento delle funzioni mentali. Iniziano, così, a subentrare sensazioni negative: vampate di calore, bocca secca, forte prurito, ridotta libido, pesantezza a mani e piedi, nausea e vomito, abbassamento della frequenza cardiaca e della respirazione, anche fino al punto di provocare la morte per arresto respiratorio. Questi effetti si dileguano entro 2-6 ore dall’assunzione.

Effetti a lungo termine

Gli effetti a lungo termine che l’eroina è in grado di causare possono essere distruttivi, primi tra tutti la dipendenza, aumentando la tolleranza dell’organismo alla sostanza: il soggetto sente l’esigenza di consumare dosi sempre maggiori di droga per rivivere ogni volta le stesse sensazioni.

Nel lungo periodo si manifestano diversi problemi fisici, tra cui:

  • deterioramento dell’encefalo, con ripercussioni sulle facoltà intellettive e mnemoniche
  • maggiore esposizione a infezioni batteriche e a malattie infettive (HIV/AIDS, epatite B e C; il pericolo è dovuto alla condivisione delle siringhe usate per l’iniezione endovenosa)
  • collasso venoso
  • stipsi cronica
  • nelle donne ciclo mestruale irregolare e infertilità
  • impotenza negli uomini
  • gravi disturbi emotivi.

Dipendenza

Chi fa uso di eroina sperimenta la dipendenza fisica sin da subito. Questa è sicuramente l’effetto a lungo termine più nocivo e pericoloso, perché la necessità di assumere quantità di droga sempre più elevate non fa altro che accrescere la tolleranza allo stupefacente. L’eroinomane sviluppa un bisogno ossessivo, come se l’eroina fosse l’unico elemento indispensabile per vivere e “stare bene”. Così come per tutti gli stupefacenti che creano dipendenza, anche l’assenza momentanea di eroina può provocare crisi d’astinenza molto forti: questa si presenta dopo circa 4-6 ore dall’ultima dose.

Da non sottovalutare anche la dipendenza psicologica: l’individuo che assume eroina ha pensieri ricorrenti legati al costante desiderio di consumare la droga, con conseguente umore negativo e comportamento irrazionale perché non ha altre ragioni se non quella di procurarsi la dose. Questo stato svanisce dopo l’assunzione, ma il circolo vizioso riprende vita quando gli effetti dell’eroina si esauriscono.

Conseguenze

La dipendenza da eroina è riconoscibile in chi ne è affetto, perché i soggetti portano su di sé i segni tangibili della droga che li sta devastando: stanchezza continua, ferite e infezioni cutanee da iniezione, problemi di salute di vario genere, disorientamento, difficoltà nel parlare e nel formulare i pensieri, deficit di memoria.

Il distacco da familiari e amici è inevitabile, perché l’eroinomane non ha altri interessi se non quello di procurasi dosi costanti di droga. Il futuro non ha più alcuna importanza, badare alla propria igiene personale anche. Ne deriva una generale trascuratezza che ha implicazioni a livello fisico ed emotivo.

Una delle conseguenze più pesanti è l’overdose, cioè l’assunzione eccessiva di droga che può portare alla morte per arresto cardiaco/respiratorio se non recuperata in tempo. In caso di overdose da eroina il trattamento deve essere eseguito tempestivamente a base di naloxone (Narcan) o naltrexone, usufruendo dell’assistenza di personale qualificato.



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