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Dipendenza

L’uso di droghe porta alla dipendenza. Il termine “dipendenza” indica quella condizione in cui una persona continua a fare uso di una sostanza senza riuscire a smettere. Il desiderio è così forte da non poterlo controllare, nonostante sia consapevole dei danni che la droga produce.

Cos’è la dipendenza da droghe

Quando una persona inizia ad assumere droghe, non parte con l’intenzione di diventarne dipendente. Si lascia attrarre dalle sensazioni che lo stupefacente procura, ed è convinta di poter avere pieno controllo sulla quantità e sulla frequenza di assunzione. La situazione, però, può degenerare rapidamente causando una dipendenza che prende il sopravvento sulla vita di chi fa uso di droghe.

Le droghe agiscono sul cervello e sono loro a veicolare azioni e decisioni. Assumere sostanze stupefacenti può diventare più importante della necessità di soddisfare i bisogni primari, come mangiare e dormire. Famiglia, rapporti sociali e lavoro crollano, perché la dipendenza fa sì che la droga diventi l’unica priorità a cui badare, anche a costo di rubare, mentire o danneggiare le persone intorno a sé: per poterla ottenere, tutto diventa lecito agli occhi del tossicodipendente. Questo può ovviamente causare conseguenze legali.

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Quali sensazioni procura la droga

Assumere droga innesca nel cervello i medesimi circuiti che vengono attivati dai normali comportamenti che garantiscono la sopravvivenza della specie: alimentazione, creazione di legami, rapporti sessuali, ecc. Questi circuiti prendono il nome di “vie della gratificazione”.

Le sostanze stupefacenti provocano nel cervello un sovraccarico di dopamina, un neurotrasmettitore che procura sensazioni di piacere. Questo spinge il cervello a voler ripeter l’esperienza ogni volta in cui il ricordo piacevole torna a galla. Viene così a generarsi una vera e propria fame di droga (al pari del cibo nelle persone normali) che porta il tossicodipendente a non cercare più lo stupefacente solo per soddisfare il suo desiderio iniziale, ma per contrastare la crisi d’astinenza quando la droga viene a mancare.

La dipendenza non è una semplice debolezza

Contrariamente a quanto si tenda a pensare, la dipendenza non è una semplice debolezza. È una vera e propria malattia del cervello che può essere prevenuta, curata e guarita. Gli effetti che l’assunzione di sostanze stupefacenti può provocare sono molteplici e deleteri: le droghe alterano il funzionamento del cervello, causando cambiamenti cerebrali che possono perdurare nel tempo. A questi problemi si aggiungono anche perdita di memoria, umore altalenante e difficoltà nel prendere decisioni e nel pensare.

Nella trappola della dipendenza possono cadere persone di ogni estrazione sociale, non è una malattia elitaria o destinata a colpire solo le fasce economicamente o socialmente più svantaggiate. Può manifestarsi a qualunque età, con un’incidenza maggiore tra i giovani.

Forme di dipendenza

Esistono due forme principali di dipendenza.

  • Una forma di dipendenza che mantiene l’integrazione sociale: il soggetto che assume droga continua a partecipare alla vita collettiva, ma nega di avere una dipendenza. Questa negazione è proprio uno dei primi sintomi della condizione patologica.
  • Una forma di dipendenza che non mantiene l’integrazione sociale e fa sì che il soggetto tossicodipendente si isoli sempre più, fino ad arrivare alla marginalizzazione totale.