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Crack

Crack

Categoria di appartenenza: stimolanti/allucinogeni.

Il crack è il derivato fumabile della cocaina, cioè la cocaina trasformata in cristalli, per poi essere riscaldata e fumata. Il nome con cui è universalmente noto deriva dal rumore simile a scoppiettio che si sente durante la fase di surriscaldamento. Ha effetti a breve e lungo termine e la sua assunzione provoca una forte dipendenza che può essere letale.

Cos’è il crack

Il crack puro ha l’aspetto di cristalli dai contorni frastagliati che possono essere di colore bianco, giallo chiaro o rosa pallido. È la forma più potente in cui si presenta la cocaina ed è quella a cui sono associati i rischi maggiori perché il principio attivo è presente in una percentuale che varia dal 75% al 100%.

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Se la cocaina è stata per lungo tempo considerata “la droga dei ricchi”, al contrario la diffusione del crack a partire dagli anni ’80 è stata purtroppo possibile per via del basso costo di produzione e vendita.

Come si assume

Per poter essere assunto, il crack viene riscaldato e fumato, provocando il tipico crepitio che ha dato origine al nome (altre espressioni con cui il crack è nominato tra i tossicodipendenti sono “freebase” e “roccia”): mediante specifici processi chimici, i cristalli vengono sciolti e il fumo che ne deriva viene inalato usando generalmente pipe di vetro, lattine o bottiglie di plastica modificate.

In origine questa sostanza stupefacente era stata concepita per essere utilizzata dai tossicomani cronici come sostituto della cocaina: se sniffare la coca causava la distruzione dei tessuti della cavità nasale, non vi era altro modo di consumarla se non mediante inalazione.

Effetti del crack

Fumare crack fa sì che la sostanza agisca sul cervello con molta più rapidità, infatti i primi effetti compaiono già dopo 10-15 secondi, lasso di tempo durante il quale il crack ha modo di entrare nei polmoni, mescolarsi al sangue e raggiungere il cervello. La cocaina, invece, arriva al cervello dopo circa 15-20 minuti.

L’euforia iniziale, però, ha breve durata: mentre la cocaina finisce di agire dopo 60 minuti, il crack termina la sua azione nel giro di 10-15 minuti. Il bisogno di rivivere le sensazioni provate induce il soggetto che fa uso di crack a recuperare subito una nuova dose, questo significa che la dipendenza può svilupparsi già dopo la prima volta.

A breve termine l’assunzione di crack causa euforia, elevata fiducia in sé, aumento della frequenza cardiaca, ipertensione, insonnia. Alle sensazioni piacevoli dell’inizio subentrano depressione, nervosismo e voglia irrefrenabile di fumare un’altra dose. Chi ne fa uso non ha altro interesse se non quello di consumare quantità sempre maggiori di crack, quindi mangiare e dormire passano completamente in secondo piano.

Conseguenze

Il crack provoca dipendenza psichica, portando l’individuo verso l’alienazione: frequenti sono i casi di schizofrenia, forte aggressività e paranoia, accompagnati da allucinazioni e deliri che deformano la percezione delle proprie capacità e della realtà circostante.

Nel lungo periodo i rischi per la salute diventano notevoli, perché il tossicodipendente può essere colto da ictus, infarto, insufficienza respiratoria. La morte può essere causata da overdose anche assumendo una quantità di crack pari a soli 800 mg.



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